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Ma soprattutto una questione ambientale.
Il valore aggiunto del sughero

Il sughero, la plastica e l’alluminio hanno degli impatti ambientali molto diversi fra loro. Nel primo caso si parte dall’albero, nel secondo dal petrolio e nell’ultimo da una miniera. Un bosco di querce da sughero può avere un impatto negativo sull’ambiente ma sarà sicuramente minore di quello apportato da un pozzo di petrolio o da una miniera di bauxite.

Bisogna altresì distinguere tra durevolezza e riciclaggio. Il sughero è un prodotto riciclabile ma soprattutto è un materiale rinnovabile. Il sughero si rigenera. La chiusura con il sughero permette al vino di rimanere nella filiera naturale.

La trasformazione della bauxite in alluminio richiede molta energia. Pertanto, le fonti di produzione di alluminio si stanno progressivamente spostando nei paesi in cui l’energia è a basso costo, soprattutto nelle Queen’s Land, in Canada, in Australia, in Giamaica e negli Emirati Arabi. Le diverse plastiche utilizzate per i tappi sintetici, derivanti dal petrolio, apportano una serie di problematiche note sulle quali non c’è bisogno di soffermarsi.

Uno studio condotto da PricewaterhouseCoopers ha dimostrato i grandi vantaggi ambientali comparativi dei tappi di sughero come soluzione di chiusura delle bottiglie di vino. Considerando l’intero processo, compresa la produzione, il trasporto, l’utilizzo come tappo e la fine della vita di quest’ultimo, le emissioni di CO2 – direttamente correlate al fenomeno del cambiamento climatico - sono 20 volte superiori nei tappi di plastica e 24 volte nelle capsule di alluminio rispetto a quelli di sughero.
Il sughero, al contrario, funziona come un deposito di carbonio. Secondo uno studio del 2007 dell’Istituto Superiore di Agronomia di Lisbona, questi, in Portogallo, cattura 4,8 milioni di tonnellate di CO2 l’anno, l’equivalente del 5% delle emissioni del paese.
Dato che i sugheri portoghesi rappresentano il 32% della superficie mondiale dei boschi di querce da sughero, ogni anno 14 milioni di tonnellate di CO2 vengono assorbite da questi boschi. Quindi, per salvaguardarli, c’è una sola soluzione: mantenere lo sfruttamento economico del sughero.

L’assorbimento in un anno di questo gas a effetto serra da parte di tutti i tappi prodotti corrisponde a l’inquinamento prodotto da 490.000 automobili. Lo spessore accumulato di tutti gli strati di sughero raccolto durante la vita di una quercia (intorno ai 200 anni) è tre o quattro volte superiore allo spessore del sughero mai raccolto da una quercia. Il fatto di raccogliere il sughero permette dunque di fissare più gas a effetto serra.

In ogni caso c’è qualcosa di molto strano: considerando che una buona parte dei grandi distributori ha interrotto la distribuzione gratuita di sacchetti di plastica, ci viene detto di sostituire i nostri buon vecchi tappi di sughero per... quelli di plastica!