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Compagno di Viaggio
della Bottiglia di Vino

Il sughero ha suscitato interesse sin da tempi lontani lungo la storia. Teofrasto indica la presenza di produzione di tappi di sughero in Italia 300 anni prima di Cristo, e Plinio il Vecchio menziona, nella sua Storia Naturale, la facoltà della quercia da sughero di rinnovare i tessuti sugherosi nella misura in cui venivano estratti, e fa riferimento all’impiego del sughero per boe, reti da pesca, stivali da donna o per le coperture delle case. Orazio, nelle sue Odi, fa riferimento all’utilizzo del sughero con della resina per sigillare anfore di vino.
Al contrario, durante tutto il Medio Evo, fu un materiale il cui utilizzo venne trascurato e limitato come legna da ardere o nutrimento per il bestiame.

Nel 1964, l’inglese Kenelm Digby rivoluziona l’industria dei contenitori per conservare il vino con l’invenzione della bottiglia di vetro. Questo diplomatico è considerato come l’inventore della moderna bottiglia di vino, caratterizzata da un collo rinforzato da un anello. È attraverso la padronanza dei loro nuovi e potenti forni a carbone, che gli inglesi furono i primi a fabbricare delle bottiglie di vetro resistenti.

Decenni più tardi, si verificò una seconda rivoluzione: lo sviluppo dei tappi di sughero. Il sughero, elastico e impermeabile, assicura la tenuta stagna della bottiglia e la respirazione del vino. Il collo rinforzato permette ai viticoltori di spingere il tappo con il maglio senza rischiare di rompere il collo della bottiglia. Vino, bottiglia e tappo sono, dal XVII secolo, tre elementi indissociabili. Già William Shakespeare, nella sua opera "Come vi piace", pubblicato nel 1598, fa riferimento ai tappi di sughero. ("ti prego, togli il tappo dalla tua bocca affinché io possa bere il tuo annuncio"). Il primo cavatappi noto è datato 1720. Da allora e fino ad oggi, il tappo di sughero e la bottiglia di vetro sono indiscutibilmente compagni di viaggio.

Il tappo, impedendo al vino di ossidarsi, gli permette tranquillamente di invecchiare fino allo sviluppo delle sue capacità massimali. Il vino impedisce al tappo di essiccarsi, di perdere la sua elasticità senza la quale non potrebbe uscire dalla bottiglia.

Ma il tappo deve anche offrire altri vantaggi indispensabili per il suo impiego industriale:

  • > Facilità di chiusura;
  • > Possibilità di effettuare chiusure ad alta velocità;
  • > L’estrazione del tappo deve essere semplice e facile per i consumatori;

Il fatto che il sughero riunisca tutte queste caratteristiche è senza dubbio la ragione per la quale è stato utilizzato lungo i secoli per la chiusura delle bottiglie di vino. Cosicché il tappo è il prodotto per eccellenza della filiera del sughero. Questo semplice oggetto è, dal diciottesimo secolo, il grande motore di tutta la catena.