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Una Questione di Mercato

I tappi di plastica e le capsule a vite non hanno ancora perso la loro buona fama all’interno del mercato. È molto probabile che i prezzi siano l’argomento definitivo. In aggiunta, questo tipi di chiusura delle bottiglie non sono più un tabù, neanche per i grandi vigneti, in paesi come la Svizzera. Nei nuovi paesi vinicoli, soprattutto in Australia, California e Nuova Zelanda, molte aziende vinicole hanno già adottato queste possibilità.

Per un viticoltore svizzero , i costi dei differenti sistemi parlano da soli:

  • Sughero: tra 0,55 e 0,80 CHF;
  • Plastica: circa 0,30 CHF;
  • Capsula: meno di 0,20 CHF (in aggiunta all’acquisto della testa di aggraffatura).

Per il mercato anche la questione della qualità è molto importante. Si è spesso sostenuto che il sughero non riesce a coprire le esigenze di chiusura delle bottiglie. “Gli addetti al lavoro lo sanno bene: l’aumento mondiale della produzione di vino ha portato alla devastazione di piantagioni di quercia da sughero” . L’industria risponde: “questa affermazione è priva di senso. La relazione annuale fissa la percentuale di rimboschimento al 4%. In passato la coltura era piuttosto estensiva, con una bassa densità di piantagione; per un ettaro vi erano solo 50 alberi. Adesso si piantano 120 querce da sughero sulla stessa superficie. Questo vuol dire che non ci sono pericoli.

Anche altre cifre negano queste affermazioni: solamente il 60% della produzione mondiale del sughero è trasformato in tappi, quantità attualmente ampiamente sufficiente. La restante produzione viene utilizzata per altri scopi: isolamenti industriali di ogni tipo, nelle costruzioni e anche nell’industria aerospaziale che ricerca la migliore qualità di sughero, per rivestimenti decorativi di pareti, per la creazione di varie articolazioni e nell’industria delle calzature, come isolante e per le suole. Le riserve per l’industria dei tappi sono ancora molto importanti. Non bisogna dimenticare che durante l’ultima campagna di demaschiatura, in particolare nel sud del Portogallo e in Spagna, per la prima volta non si sono trovati abbastanza acquirenti per tutta la produzione di sughero.
Potente e concentrata, l’industria dei sintetici, che devia e inventa qualità per i suoi prodotti, attraverso una frequente propaganda, riesce facilmente a manipolare le preferenze dei consumatori.

I fautori dei nuovi metodi di otturazione, che adottano una comunicazione pedagogica per le capsule e ludica per la plastica, potrebbero sedurre i futuri consumatori. Il sintetico offre una soluzione economica per il “tappare giusto” adatto alla durata di conservazione supposta. “Oggi il 90% dei vini vengono bevuti entro i sei mesi dall’imbottigliamento afferma François Xavier Denis. Secondo lui, circa una bottiglia su quattro nel mondo oggi è tappata con sintetici. Negli Stati Uniti si è raggiunto un livello ben più elevato, di circa una bottiglia su due.

Uno studio dell’ufficio di consulenza Skalli & Rein ha mostrato che i tappi sintetici hanno un ritmo annuale di crescita del 20% dal momento della loro comparsa negli anni ‘90. Entro la fine del 2009, quasi due miliardi di bottiglie nel mondo saranno chiuse tramite capsule, contro i 600 milioni del 2004.
Il mercato francese, ancora riluttante, fa parte degli obiettivi strategici della plastica: “sotto gli sforzi congiunti del sintetico e delle capsule, l’utilizzo del sughero a livello mondiale dovrebbe scendere al di sotto del 50% nei cinque prossimi anni”, pronostica François Xavier Denis.

Il mercato australiano e neo-zelandese oscillano secondo gli impulsi di produttori come Foster’s e Pernod Richard, che seguono le raccomandazioni della distribuzione. Il tappo a vite rappresenta rispettivamente, in questi paesi, il 60 e il 90% del mercato.
I vini di alta qualità non soffriranno sicuramente degenerazioni a causa dell’utilizzo di tappi di plastica. Ma il problema è del tutto diverso per i vini di qualità “media”: i vini che si consumano dopo un breve periodo dall’imbottigliamento. E’ qui che si gioca il futuro del sughero, considerando l’enorme quota che questi vini rappresentano in opposizione alla piccola percentuale di vini di alta qualità.