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Il bosco di quercia da sughero, fonte di richezza biologica

La coltivazione della quercia da sughero è la base “di una delle più grandi ricchezze forestali della regione mediterranea, ed è ancora più prezioso il fatto che la quercia vegeti in condizioni in cui solo poche specie di scarso valore forestale riescono ad adattarsi. Rivaluta, in questo modo, enormi distese che, senza essa, e per l’esposizione alle depredazioni causate dall’uomo, sarebbero in alcune regioni aride inesorabilmente condannate all’estrema povertà.

I boschi di quercia da sughero presentano uno dei livelli di diversità più alti d’Europa, elemento questo, che costituisce un’ulteriore argomento a favore della loro preservazione. Inoltre, il paesaggio mediterraneo è uno dei 25 Hotspots di biodiversità.

L’habitat nel quale la quercia da sughero si integra è il rifugio di specie animali d’eccezione - alcune delle quali in via di estinzione, come la lince iberica e l’aquila imperiale iberica - così da essere uno dei patrimoni vegetali più ricchi del mondo (fino a 135 specie per metro quadrato), dopo le Ande tropicali. La rete Natura 2000, rete europea di zone classificate per la conservazione della natura, considera i boschi di sugheri (Habitat 6310 e 9330) come importanti per la conservazione delle biodiversità.


Il Sughero

Il sughero è stato il primo materiale di origine vegetale la cui struttura è stata osservata al microscopio e per la prima volta descritto e disegnato da Robert Hooke nel 1696 (Natividade, 1956).

Il trasferimento di liquidi e la diffusione dei gas attraverso le pareti di queste cellule sono estremamente lenti, a tal punto che uno spessore di 1 millimetro di sughero, costituito da circa 30 cellule, offre un’impermeabilità ai liquidi pressoché perfetta.

Cork Oak



La cellula del sughero è un poliedro di 14 facce. Dunque questa forma geometrica "permette di attaccare una nuova cellula identica su tutti i lati senza lasciare spazi vuoti, disposizione che, per un volume e un determinato materiale, offre la più grande area con il coefficiente più basso di conducibilità termica". (Sampaio 1976)

Il segreto del valore del tappo risiede nella composizione cellulare del sughero, una rete di membrane con abbondanza di suberina e di altri componenti come la lignina, i polisaccaridi e la cera. La combinazione di queste caratteristiche permette al tappo di assicurare una chiusura delicata, duratura e resistente.