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Il Progetto Contesto

Durante i secoli, i boschi di sughero hanno aiutato la natura e il mondo rurale a vivere in armonia, creando un equilibrio unico fondato in buona parte sui benefici economici che i tappi per le bottiglie di vino avevano apportato ai proprietari dei boschi.
Questo equilibrio è attualmente in pericolo poiché la coltura del sughero è minacciata da prodotti sostitutivi che ogni giorno sono sempre più presenti nel settore della chiusura delle bottiglie.
La mancanza di acquirenti del sughero riduce il valore dei boschi e colloca la loro longevità in una situazione molto precaria. Senza mercato il valore del sughero finirà per sparire.
Il sughero è in effetti un materiale nobile dalle molteplici virtù, e il suo utilizzo tradizionale è perfettamente compatibile con la tutela dell’ambiente. Adesso, se la produzione di sughero non fosse più redditizia, le querce da sughero sarebbero rapidamente sostituite da altre colture più intensive, come per esempio l’eucalipto, utilizzato per la fabbricazione della pasta di carta.

È grazie all’utilizzo del sughero e delle ghiande che questi alberi sono presenti in gran numero. Le vaste distese che occupano ancora oggi sono ricche sia a livello paesaggistico sia soprattutto in flora e fauna. Le querce inoltre proteggono bene il territorio contro l’erosione del suolo. Va notato inoltre che, lo sfruttamento del sughero, se ben condotto, non compromette la crescita dell’albero. Questa coltura estensiva non sarà sostenibile fino a quando non sarà economicamente redditizia. Il vero pericolo è dunque che le querce da sughero vengano gradualmente sostituite da altri alberi più redditizi.
Per concludere, è importante esortare i viticoltori a restare fedeli ai tradizionali tappi di sughero i quali concorrono a mantenere le querce da sughero nel paesaggio mediterraneo.